giovedì, 15 ottobre 2009
Ti sento ancora. Dentro.
In profondità.
Mi sei entrato nell'anima.
E tu lo sai cosa significa.
Non riesco a staccarmi da te.
Non riesco ad allontarti da me.
Tutto, c'è ancora tutto che parla di te. Che sa di te.
Non riesco nemmeno più a scrivere, non sono capace di riprendere quel quaderno, per non volermi ritrovare davanti ai ricordi.
Riflessioni. Consapevolezza. L'attesa verso qualcosa che già sentivo accaduta. Forse solo per illudermi che non avrebbe fatto male, dopo, quando l'avresti detto.
I silenzi che sentivo dentro e non sapevo come descrivere.
Parole, frasi, discorsi.
A cui ho creduto, spontaneamente, con l'innocenza di un cuore innamorato; come una bimba che senza fare e farsi domande sa che Babbo natale esiste.
Mi manchi.
E fa male.
Chissà che facevi stanotte, mentre io mi rigiravo nel letto insonne.
Quante notti, quante, ci siamo cercati e trovati svegli, stupendoci un po', agli orari più strani, quando credevamo l'altro perso nel mondo dei sogni.
Ricordo una notte, di non so quanto tempo fa... Ci eravamo sentiti al telefono, e ci eravamo dati la buona notte.
Credo fosse più o meno l'una.
Ed io non avevo sonno, non riuscivo a dormire, non ero tranquilla.
Erano circa le 3 e mezza quando mi hai chiamato. Ti aspettavo.
Dopo, appena sfiorai il cuscino mi addormentai immediatamente.
E' mezzanotte passata anche oggi...
Ed ora, quante altre notti insonni rimarrò da sola?
Quante altre notti mi aspettano, senza sonno, prima di crollare esausta, più di quanto già non sia?
... Eppure sei con me.
Graffiato da
LadyAster | alle ore
00:14 |
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lunedì, 12 ottobre 2009
Sai quando sai bene che certe cose non dovrebbero più nemmeno passarti per l'anticamera del cervello?
Ecco.
Quando poi, meno ci vuoi pensare, anzi più scansi refrattaria l'idea, più questa si presenta insistente?
Ecco.
Sai quando poi, nonostante ben a conoscenza dei precedenti punti sopra elencati e non solo, cedi lo stesso, sperando che vada non bene, ma almeno minimamente decentemente?
Ecco.
Non lamentarti se poi ci sbatti il muso e ti ricordi fin troppo bene perchè le cose sono andate in un certo modo, con certi epiloghi e certe altre conseguenze.
E soprattutto perchè era una cosa che mai e poi mai avresti dovuto rifare.
Trovarsi davanti la conferma di chi parla a volte senza pensare e senza un briciolo di sensibilità, ti fa venire voglia di prenderti a schiaffi a due a due finchè diventano dispari o piuttosto rinsavisci.
Senza rispetto, ancora una volta. E per fortuna t'avevo detto che non è un bel periodo.
Oh bhè, me la sono cercata stavolta. Me la sono proprio cercata.
Graffiato da
LadyAster | alle ore
23:58 |
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domenica, 11 ottobre 2009
L'amore non è quello che quei poeti del cazzo vogliono farvi credere.
L'amore ha i denti, i denti mordono, i morsi non guariscono mai.
- Stephen King -
Puoi far finta di non vedere, puoi far finta di non sentire.
Ma certe cose lì sono e lì restano.
E quanto più cerchi di ignorarle, più ti costringi a rimanere indifferente, tanto più ti colpiscono quando poi abbassi un istante la guardia.
Perchè non puoi rimanere sempre con i pugni chiusi e le braccia alzate.
Perchè certe cose non puoi dimenticarle come dimentichi un sogno appena ti svegli.
Un sogno... O un incubo.
Lui non c'è, lui che era la tua luce se n'è andato, e tu rimani circondata dal buio; sola, nuda, spogliata di speranze e sentimenti.
Ti scende la notte nel cuore e forse è per questo che poi, certe notti, non riesci nemmeno a dormire.
Ti trascini fino ad orari assurdi, anche se esausta, anche se stanca, nel corpo e nell'anima; ti giri nel letto e senti freddo. Freddo dentro.
Ti si stringe il cuore.
Senti le lenzuola sulla pelle, ricordi quando a sfiorarti era il suo respiro.
Rivorresti il suo corpo accanto al tuo, quel vostro intrecciarvi e rimanere stretti così anche fino al mattino dopo.
Quel tenervi per mano.
Il suo petto per cuscino, e appoggiargli la mano sul cuore... Sentirlo battere insieme al tuo.
Cielo se ti manca. Ti consuma.
... E credevi di aver finito le lacrime.
Graffiato da
LadyAster | alle ore
03:37 |
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martedì, 22 settembre 2009
...
E per ogni giorno
mi prendo un ricordo che tengo nascosto lontano dal tempo
insieme agli sguardi veloci momenti che tengo per me
E se ti fermassi soltanto un momento
potresti capire davvero che è questo
che cerco di dirti da circa una vita
lo tengo per me
Sei parte di me
e lo porto con me
lo nascondo per me
...
- Zero Assoluto -
Sono tutto ciò che mi è rimasto.
Non sono pronta a lasciarli in un angolo di me a prender polvere.
Anche se adesso mi scavano dentro.
Anche se adesso non fanno che scavare nella ferita.
Anche se adesso mi strozzano il respiro e mi tirano una pugnalata allo stomaco.
Sei parte di me, lo sei stato dal primo sguardo; e adesso che non ci sei, è come se una parte di me fosse morta.
O scappata con te.
Lasciando, comunque, un vuoto incolmabile.
E il rumore che fa, tu non lo sai.
domenica, 13 settembre 2009
Le incomprensioni sono così strane
sarebbe meglio evitarle sempre
per non rischiare di aver ragione
ché la ragione non sempre serve.
Domani invece devo ripartire
mi aspetta un altro viaggio,
e sembrerà come senza fine
ma guarderò il paesaggio.
Sono lontano e mi torni in mente
t’immagino parlare con la gente.
Il mio pensiero vola verso te
per raggiungere le immagini
scolpite ormai nella coscienza
come indelebili emozioni
che non posso più scordare
e il pensiero andrà a cercare
tutte le volte che ti sentirò distante
tutte le volte che ti vorrei parlare
per dirti ancora
che sei solo tu la cosa
che per me è importante.
Mi piace raccontarti sempre
quello che mi succede,
le mie parole diventano nelle tue mani
forme nuove colorate,
note profonde mai ascoltate
di una musica sempre più dolce
o il suono di una sirena
perduta e lontana.
Mi sembrerà di viaggiare io e te
con la stessa valigia in due
dividendo tutto sempre.
Normalmente.
"Una può essere di ferro quanto vuoi, ma se ti tolgono la linfa vitale, cadi a terra."
No, non cadi a terra.
Muori, oserei dire.
Graffiato da
LadyAster | alle ore
22:56 |
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domenica, 19 luglio 2009
Ogni tanto per casa mi ritrovo ancora pezzi di te.
Credevo di aver preso tutto e averlo buttato in un angolo della mia stanza, fatto sparire per non trovarmelo più in giro, per non trovarmelo più davanti e aver voglia di spaccare tutto.
Niente di tuo fondamentalmente, o molto poco; per la maggior parte erano i miei riassunti di quella che non oso nemmeno definire storia con te, perchè offenderei quelle vere di storie.
Pezzi di carta, pagine e pagine e pagine di messaggi.
Ed è proprio una di quelle pagine che mi sono ritrovata per le mani poco fa; aprivo un blocco di carta riciclata e tra i fogli vergini sfusi spunta un angolo scritto in blu. E' la mia callgirafia, il tratto è fine e "dev'essere lì da un bel pezzo perchè non me lo ricordo".
Ho iniziato a leggerlo, per capire cos'era, e se valeva la pena tenerlo.
Febbraio 2008; mucchi di parole su quanto ti mancassi, su quanto volessi amarmi (e quasi mi metto a ridere.) su quanto non ti perdonassi l'avermi persa, e l'esserne stato tu stesso la causa.
Un mese dopo eri folle d'amore per un'altra.
Ti sei divertito a prendermi in giro fino all'ultimo minuto, fino all'ultima parola che ti ho permesso di rivolgermi. Se fossi stata tanto stupida e cieca da cascarci anche quella volta, a quest'ora avrei tutto il corpo fasciato, non solo la testa. Sarei in lista d'attesa per un trapianto di cuore e fegato, non avrei più un millimetro di stomaco perchè autodistrutto. Mi ritroverei ancora ad incazzarmi per tutte le mille ragioni per cui mi incazzavo fino a quando ti ho buttato fuori dalla mia vita, più una.
Non riuscirei a guardarmi allo specchio senza aver voglia di prendermi a schiaffi, per come ho calpestato la mia dignità nel perdere tempo dietro a te. Meritavo di meglio, l'ho sempre meritato; e avrei dovuto capirlo subito, dalla prima volta che mi dicesti che "non volevi farmi soffrire". E invece no, mi ero inetestardita, saresti stato mio e non guardavo in faccia nessuno. E niente: nemmeno tutti i chiari e palesi segnali che mi mandavi. Sono stata male, mi sono arrabbiata senza dire nulla, ti ho guardato in silenzio provarci con tutte le altre, poi mi sono ribellata, ho pianto, mi sono incazzata e ti ho urlato contro tutta la mia rabbia. Mi sono fatta trattare come carne da macello. Faceva male; lo dicevo ma poi sono rimasta zitta, e ti ho lasciato fare e dire. Non hai capito, non hai mai capito. E tutte le volte che avrei dovuto sbattere quella portiera e andarmene. Mi hai preso a pugnalate nel cuore: io te lo davo, e tu ti divertivi a ridurlo in pezzi. E ogni volta era così, in un circolo vizioso senza fine che ho lasciato si protraesse fin troppo a lungo. Mi sono annullata, per mesi e mesi e mesi. Ma come ho fatto? Come? Questo, tutto questo non me lo perdonerò mai.
Mi sono raccolta, ho rimesso insieme i pezzi e mi sono ricostruita. Mi sono rimessa in piedi, e ho imparato che il rispetto per me stessa è qualcosa che non permetterò più a nessuno di portarmi via. E presto arriverà anche il giorno in cui la mia corte mi riconoscerà non colpevole.
No, non era un pezzo di carta che valeva la pena tenere.
Scrivo queste righe ascoltandole nella mia testa, come pronunciate da un narratore fuori campo che alla fine di una storia ne racconta l'epilogo.
Le rileggo a bassa voce, invece che in silenzio come al mio solito, e le sento ormai così lontane e distanti che quasi mi sembra non mi appartengano più.
E tu, amore mio, anche stanotte sei così lontano... Ed io invece ho così voglia di averti con me, spegnere la luce e dare vita alla nostra notte. Ma tu non ci sei... E mi manchi.
martedì, 09 giugno 2009
Passavo sul blog della
ViolaScintilla, poco fa e vedevo che è in zona Porta Romana.
Ma io sto nome lo conosco... Ma io sto nome lo conosco...
Continuo a farmi i fatti suoi e tra i commenti in effetti il dubbio si dissolve come neve al sole.
E mi sembrava di conoscerla, a me!
Forse mi ci sono fermata solo una volta o più probabilemtne mai; ma ci passavo spesso davanti quella fermata... Così per scrupolo, e togliermi lo sfizio di vedere quanto a scolapasta è ridotta la mia memoria, mi faccio un giro su google maps.
Eh, me la ricordo bene quella tratta. Fino a qualche tempo fa conoscevo tutte le fermate a memoria.
Dal capolinea fino alla stazione, praticamente quasi tutta la linea.
... E un po' mi manca.
Graffiato da
LadyAster | alle ore
00:55 |
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mercoledì, 22 ottobre 2008
"che bello
son quelle cose che non ti aspetti
e che ti piombano addosso
e all' inizio non ci capisci nulla, poi improvvisamente inizi a vederci chiaro come in una giornata di sole"
Un' amica, parlando delle nostre storie.
E' bello ogni tanto, perdersi in quei piccoli grandi ricordi, cose semplici in fondo che però acquistano una grandezza immensa quando ne capisci il valore.
E' bello. Così bello, e così intenso e vivo, che lasci le mani scorrere sulla tastiera, quasi senza vederle, perchè davanti agli occhi hai ogni immagine, ogni istante del racconto che stai facendo.
Quasi lo stessi sussurrando con un pensiero, quasi potessi raccontarlo con gli occhi...
E ti accorgi di una lacrima sul viso, e sorridi.
Graffiato da
LadyAster | alle ore
19:16 |
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sabato, 18 agosto 2007
Ci sono quelle giornate talmente frenetiche, che arrivi a sera e ti chiedi come.
Che ti fermi un attimo solo quand' è ora di andare a dormire, con gli occhi che ti si chiudono dal sonno; e pensi.
Rimani con il silenzio intorno, la mente svuotata da tutto, una canzone che si ripete nella testa da due giorni... E quell' indescrivibile sensazione di tranquillità addosso.
Parli con un' amica, che nel raccontarti cosa succede a lei, ti fa ripensare a qualche tempo fa; a quando le cose nel loro andar male, andavano quasi bene.
Ti dai una scossa, e capisci che era un periodo che non tornerà; pensi ad oggi, guardi al domani e ti chiedi quand' è, che le cose cominceranno ad andare un pò meglio.
... Sperando che nel prossimo pacchetto sia incartata una sfera di cristallo.
Si tu no vuelves, se secarán todos los mares
y esperaré sin ti
tapiado al fondo de algun recuerdo
Si tu no vuelves, mi voluntad se hará pequeña
me quedaré aquí
junto a mi perro espiando horizontes...
Si tu no vuelves, no quedarán más que desiertos
y escucharé por si
algun latido le queda a esta tierra
que era tan serena cuando me querrias
habia un perfume fresco que yo respiraba
era tan bonita, era asì de grande, y no tenia fin...
Y cada noche vendrá una estrella a hacerme compañia
que te cuente como estoy y sepas lo que hay
dime amor, amor, amor... Estoy aquí, ¿no ves?
Si no vuelves no habrá vida no sé lo que haré... No sé lo que haré... No sé lo que haré...
Si tu no vuelves, no habrá esperanza ni habrá nada
caminaré sin ti, con mi tristeza bebiendo lluvia...
Que era tan serena cuando me querrias
habia un perfume fresco que yo respiraba
era tan bonita, era así de grande, y no tenia fin......
Y cada noche vendrá una estrella a hacerme compañía
que te cuente como estoy y sepas lo que hay
dime amor, amor, amor... Estoy aquí, ¿no ves?
Si no vuelves no habrá vida no sé lo que haré...
Y cada noche vendrá una estrella a hacerme compañia
que te cuente como estoy y sepas lo que hay
dime amor, amor, amor... Estoy aquí, ¿no ves?
Si no vuelves no habrá vida no sé lo que haré... No sé lo que haré... No sé lo que haré...
Si no vuelves no habrá vida no sé lo que haré... No sé lo que haré... No no no no...
Si no vuelves no habrá vida no sé lo que haré... No sé lo que haré... No sé lo que haré...
Si no vuelves no habrá vida no sé lo que haré...
- Miguel Bosè ft. Shakira -
martedì, 17 luglio 2007
Il silenzio assonnato di una città già in movimento.
Brividi lungo la schiena mentre il vento le accarezzava la pelle con leggerezza.
Un trolley colmo di cose che non avrebbe usato per la metà, poca voglia, tanta malinconia; ecco come partiva.
Nemmeno arrivata in stazione, e già pensare al ritorno; ecco, le premesse per quella che sarebbe dovuta essere una vacanza nel vero senso della parola.
Tranquillità, serenità, un gruppo d' amici e una spiaggia.
Ma ci sono troppe cose da fare, troppe cose cui pensare per potersi concentrare solo su sè stessa; la casa da sistemare, la spesa da fare, il cercare un punto comune tra le iniziali cinque voci che di comune non avevano proprio nulla.
... E naturalmente, l' inventarsi un qualche modo di comunicare pseudo comprensibile, nell' intento di vincere una delle tante briscolate notturne.
E anche quando rimaneva sola, su quell' asciugamano al sole, c' era sempre altro ad occuparle la mente; quando un libro, quando un mp3, quando le urla di qualche ragazzino ignorante del concetto di inquinamento acustito.
Lo voleva, in fondo, uno attimo per pensare; lasciarsi invadere da quelle sensazioni, qualunque esse fossero, capirle e viverle.
Silenzio... E non c' era più nulla di importante, mentre ascoltava le onde scivolare sul bagnasciuga, mentre la sabbia le accarezzava i piedi come fosse velluto, mentre imparava a riconoscere un Grande Carro che non aveva mai visto.
E i giorni passano; tra le giornate ormai schematizzate nell' abitudine, nell' odore di salsedine, nella sabbia che non ricordava più, nelle risate di qualche sciocchezza inventata sul momento.
Si ritrova su quel treno, di fronte quegli amici e quella coppia appena nata e così tenera, addormentata; tutti con i loro mp3 accesi, tutti immersi nei loro mondi, chi dormendo, chi come lei guardando fuori da un finestrino mentre il sole muore lasciandosi il golfo alle spalle.
E ancora tanta malinconia.
I minuti scorrono, il treno rallenta; i sogni si infrangono, lasciando il dovuto spazio alla realtà.
Un fischio, e le porte che si aprono; nella frenetica fretta di chi arriva e chi parte, nell' entusiasmo di chi cerca qualcuno tra chi scende, nella tristezza di chi vede qualcun altro salire, loro erano tornati a casa.