lunedì, 14 luglio 2008
E' quasi l' alba, la notte non è più così nera.
Muta il colore del cielo, che quasi timidamente cambia d' impercettibili sfumature sempre più chiare.
Intorno il silenzio, e nell' aria... Profumo di mora.
domenica, 13 luglio 2008
Continuo a bere acqua ghiacciata e la sete non se ne va.
Attaccata alla finestra, ho quest' aria fredda che mi stuzzica le spalle, ma paradossalmente non spengo il ventilatore che continua a girare la testa da una parte all' altra della stanza.
E già so che lo lascerò acceso fino a domattina ma dormirò avvolta nelle lenzuola.
Sette minuti spaccati d' orologio, ed ero a casa; quando all' andata ce ne impiego minimo il doppio.
Sette minuti di assoluto silenzio, di strade completamente vuote e libere, non fosse per qualche bell' esemplare che i semafori rossi e gli stop non sa nemmeno cosa siano, di soffusa e dolce luce gialla dai lampioni sul marciapiede, di una radio a volume sopra i limiti accettabili, e per una volta ci si può anche passare sopra.
Il prototipo quasi perfetto della serata giusta per un giro notturno, per godersi sta città che di notte la riconosci a stento.
Il prototipo perfetto della notte di coccole e poesie.
Di quelle notti che fanno bene all' anima.
Graffiato da
LadyAster | alle ore
04:31 |
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lunedì, 30 giugno 2008
"Perchè è da un pò che non aggiorno il blog".
Nemmeno tanto in fondo, solo un paio di giorni.
Solo un paio? Eh già.
E non sembra.
In sere come queste è come se tempo e spazio si dissolvessero.
I minuti scanditi solo dal ritmico movimento del ventilatore.
Una macchina che passa ogni tanto, a spezzare il silenzio, e il lieve e dolce tintinnio di uno scacciapensieri appeso alla libreria.
C' era un telefilm forse interessante alla tv, ma ormai sarà quasi finito, e allora ho deciso che questa è la serata buona per mettermi comoda e passare un pò di tempo con un libro tra le mani.
In fondo, potrebbe essere interessante.
... Però, potrebbe anch' essere la serata buona per uscire di casa, dare asfalto alle ruote e via.
Lasciarla andare.
Non importa dove.
sabato, 28 giugno 2008
Better in time.
Believe in me.
Stasera appena tornata ho acceso media player, mentre davo un' occhiata ai soliti siti e chatteggiavo su msn.
Soprattutto la seconda, non tanto per le parole, peraltro molto belle, quanto per la musica si trova in perfetta armonia con il mio umore di stasera.
Ero in macchina, andavo a cena, e avevo il lettore nelle orecchie; quei diciotto pezzi di dance anni 90, il vestito che indossavo, come mi sentivo nel complesso...
[Because of you]
Te che non ci sei, che sei in giro, a cena fuori, e lontano da me...
Io che... "Ho voglia... Ho bisogno di appartenerti, di sentirmi un' unica cosa con te, di sentire il tuo corpo vibrare dal desiserio di me. Di sentire che mi vuoi, di essere la fonte e la soddisfazione delle tue voglie e del tuo piacere".
E ascoltavo la musica in macchina, e scrivevo messaggi mentre ero a cena.
Che ho trovato divertente ed interessante la vita di mia zia, e sentirgliela raccontare.
[Because you live]
E passare a prendere un tiramisù lasciato a metà per i sensi di colpa.
E riaccompagnarla a casa, per poi ritrovarmi di nuovo in macchina sola con lei.
Riaccendere un mp3 quasi alla fine dell' autonomia, ma non riuscire a non scorrere un pezzo dietro l' altro in cerca di una canzone che mi desse ancora un pò di carica.
E cantavo, in silenzio, urlando nella mia testa e muovendo appena solo le labbra.
Alzare il volume per isolarmi, per non ascoltare suoni, voci e rumori, e poi sorprendermi.
Lei che ha mal di testa, è visibilmente stanca, da giorni, settimane, mesi ormai.
Lei che non molla, che vuole guidare e non permette a me di sostituirla.
Lei che si passa il dorso della mano sulla fronte, ha gli occhi lucidi e il mal di testa.
[Boulevard of broken dreams]
Io guardo dall' altra parte, fuori dal finestrino. Faccio finta di non vedere.
Le passo la mano poco sopra il polso, poi sulla mano, e gliela stringo.
Lei gira la sua, e stringe la mia.
[Sleeping sun]
No, non è da noi, che ci scazziamo un giorno sì e l' altro pure.
Non è da lei, che è sempre stata una donna tutta d' un pezzo.
[Landscape]
[Zombie]
[Crazy]
C' è che forse era una serata un pò diversa per tutte e tre, sarà che ero io allegra o quanto meno non nervosa come sempre, l' ultimo periodo soprattutto.
Ed ero lì, mentre parcheggiava, con zia accanto; passa una machcina e se ne va.
E come adesso, perchè l' ho scelta io più che altro, si perdeva nell' aria Won' t gome without you.
Non che il testo c' entri qualcosa con la realtà, ma mi basta il titolo.
E penso a te.
Perchè è lo stesso pezzo che è passato in radio tre mesi esatti fa.
Perchè io a casa senza te non voglio più tornarci.
[Lasciala andare]
E troppe saranno ancora le volte che dovremo farlo.
[Grazie perchè]
E troppi ancora saranno i minuti contati, i cuori in gola all' arrivo di un treno, e lo stomaco stretto e le lacrime sul viso alla partenza di un altro.
[Hero, quella di Iglesias.]
venerdì, 27 giugno 2008
Mi sarebbe piaciuto se ci fossi stato anche tu oggi.
Vederti lì, alla fine di tutto, e saltarti al collo abbracciandoti forte. Condividendo con te quell' istante.
Prendere la macchina e fare una scappata al mare, solo io e te; goderci la giornata, cercando solamente un pò di tranquillità.
Mi sarebbe piaciuto, sì.
E invece l' unica cosa che ho potuto fare è stata prendere il cellulare, e comporre quel numero che ormai conosco a memoria.
Graffiato da
LadyAster | alle ore
00:51 |
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giovedì, 26 giugno 2008
Cosa succede quando ci si mettono anche il caldo e l' afa?
Quando già sei stressata di tuo, e più passano le ore più ti agiti?
Volente o nolente.
Quando passi due ore a letto, a rigirarti da un lato all' altro, cambiando posizone ogni trenta secondi?
Che alla fine ti prendono i crampi da fame, ti alzi e vai in cucina a farti un panino integrale scaldato con la mozzarella fredda di frigo.
Che ti risiedi qui davanti a distanza di troppe poche ore.
Che domattina, cioè tra nemmeno tre ore, l' unica differenza tra te e un panda saranno kili di ciccia e pelo, i colori di quest' ultimo, e il fatto che il panda sia sotto protezione del WWF.
E come se non bastasse, ovviamente hai anche mal di testa.
sabato, 21 giugno 2008
Stai con me
com' è difficile
strimgerti a me
con tutta l' anima
Restiamo insieme fina a quando gli occhi tuoi
ancora chiusi troveranno gli occhi miei.
Stai con me
per ogni lacrima
che cade giù
da questa nuvola
Quando la notte piano piano finirà
chissà chi è il primo di noi due che parlerà.
Settembre poi ci prenderà,
coi suoi venti di pioggia vincerà.
Adesso no
ferma il tuo attimo
stringiti a me
per questo secolo
Quando la musica pian piano finirà,
come un miracolo poi l' alba nascerà.
Restiamo insieme fina a quando gli occhi tuoi
ancora chiusi troveranno gli occhi miei.
Settembre non ci troverà,
coi suoi venti non può
non vincerà.
Adesso sì
tutto è possibile
farlo così
con tutta l' anima
Quando la musica pian piano finirà,
chissà chi è il primo di noi due che parlerà.
L' ascoltavo oggi in macchina, scorrendo le canzoni dell' mp3 senza nemmeno ascoltarle fino a che non ho riconosciuto gli accordi di questa; con il viso rivolto verso il finestrino e lo sguardo fisso su un punto indefinito dell' asfalto che mi correva sotto.
Le lacrime agli occhi, e te in testa.
domenica, 15 giugno 2008
Ci sono sere che torni a casa, relativamente presto, ti siedi davanti un pc e intanto componi un numero a memoria sulla tastiera del telefono.
Magari hai un lieve mal di testa e lo spiffero d' aria dalla finestra ti fa correre un brivido lungo la schiena.
Ecco, stasera sono così.
Stasera sono stanca, sento freddo ma non chiudo la finestra, e resto qui.
Perchè sì.
Perchè stasera ho la testa che fuma e i criceti nella scatola cranica in fermento.
Focalizzarmi su un pensiero? Oh no, sarebbe impossibile.
Mi piace ripensare solo a quella distesa grigia davanti, con l' aria sulla schiena e lo scorrere morbido delle curve sotto di me.
Almeno per ora è tutto quello che voglio per la testa.
Poi avrò tempo, stanotte, domani, al momeno proprio, per pensare a tutto il resto.
Sempre che il resto decida di farsi pensare.
Ma per adesso no.
Per adesso va bene così.
giovedì, 12 giugno 2008
Me ne stavo tranquillamente seduta qua davanti, semi di spalle alla finestra che smanettavo come al solito sul piccì.
Squilla il telefono, sulla linea principale.
Guardo il numero, non lo ocnosco, ma sicuramente non è per me.
trenta secondi dopo "E' per te!" - E chi è?- Chiedo con un' aria un pò interrogativa.
Non aspettavo telefonate, e anche ne avessi aspettate solitamente mi chiamano sul cellulare o sul mio numero di casa.
Pronto? - Parlo con *****?
Sì, ma chi è?
Era una tizia che non mi passava nemmeno per l' anticamera del cervello dei pensieri più remoti, improponibili, impensabili ed ipotizzabili, che potesse mai chiamarmi.
Mercoledì 18 alle 16...
Oh no, no, no; io mercoledì e giovedì sono bloccata, mi spiace.
Bhè non c' è problema, vieni direttamente Venerdì 20, mi dice con una voce allegra, squillante che sembrava contenta per non meglio specificate ragioni.
Oh sì, sì, sì.
Quando la madre ci mette lo zampino... Fa guai.
Graffiato da
LadyAster | alle ore
13:49 |
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giovedì, 12 giugno 2008
Esiste ancora l' individuo?
L' individuo come singolo, dico.
Inizio ad avere i miei dubbi, in un contesto generale dove se ti presenti da solo in un locale ti ritrovi con gli occhi puntati addosso.
Se poi sei una lei, ancora peggio.
Spesso mi sono trovata dall' altra parte; qualche anno fa mi ricordo che vedendo un uomo mangiare solo a un tavolo, mi chiesi perchè uscire per andare a cena da soli. Soprattutto, tanto varrebbe rimanere a casa se ci si deve ritrovare con lo sguardo nel piatto e non verso una persona che ci è di fronte.
Non capivo.
E anche crescendo, pur non reputandola più una sciocchezza ma trovandomi sempre dalla parte di quella in compagnia, non capivo.
E non avrei voluto capirlo, perchè avrebbe significato che da quella parte dello specchio c' ero io, che lo sguardo fisso di chi è perso nei propri pensieri era il mio.
All' epoca credevo non mi sarebbe piaciuto.
All' epoca mi auguravo di non dovermici trovare mai.
All' epoca piouttosto sarei rimasta in casa, a costo di impazzire.
E poi sono arrivata qui; a scrivere di una sera a cena con me stessa che alla fine non era poi tanto male.
Certo, sarebbe stato anche meglio se il tizio del tavolo vicino al mio avesse conosciuto l' educazione e si fosse fatto un pacchetto di affari suoi.
... La prossima volta mi porto il lettore mp3.
sabato, 07 giugno 2008
Il vento è cambiato.
Cambiato più di una volta.
Quattro anni fa, poi due anni dopo.
Adesso per l' ennesima volta.
Quasi paradossale scriverne adesso, proprio quando invece fuori dalla finestra c' è la calma più assoluta.
Va così; una scelta dopo l' altra, quando più quando meno obbligate, e finisce che ti ritrovi arrampicata sul trespolo, davanti al piccì a buttare giù quattro pensieri passati distrattamente per la mente.
Così distrattamente che poi ti ci soffermi, e vai a fondo e analizzi e... E "meglio non pensarci".
Finisce che ti ritrovi un sabato sera quando è ancora giorno, a non avere nulla da fare.
Come tante altre sere, del resto. Tutte, a dire la verità.
No, non è che la cosa mi pesi, figuriamoci; sono un animale solitario, sto bene da sola e non mi crea alcun problema.
Però poi, come mi fa notare qualcuno "non ti crea problemi, d' accordo, però è tanto più bello quando si ha un gruppo con cui uscire, quando ti coinvolgono, ti chiedono se va bene o se hai qualche altra idea". Con cui ridere e sparare quattro s... ciocchezze.
Sì è bello; me lo ricordo quando eravamo quindici, venti persone ogni volta.
O quando eravamo solo quattro più le due gemelle, che dopo due anni ancora le confondevo, e qualcun altro sempre pronto a far casino.
Me lo ricordo bene.
Ma il vento cambia e non sempre a favore.
Così ci siamo perse anche noi, quelle tre che sarebbero rimaste sempre insieme, perchè "noi non cambieremo mai".
Mi sarebbe bastata una scelta di comodo, nonostante tutto, per salvare se non quel trio, almeno i week end e una settimana d' estate; e adesso probabilmente sarei appena uscita di casa per andare a cena e poi essere portata in giro per la città, tra locali e discoteche. Finendo la serata so ben io dove.
... E c' è ancora qualcuno che viene a dirmi, o meglio mi manda a dire, che tanto io cerco solo una cosa, abile calcolatrice.
E c' è ancora qualcun altro che viene a dirmi che io devo mettermi prima di tutto e tutti; perchè mettere qualcuno al di sopra di me stessa è sbagliato, perchè "a me poi non ci penserà nessuno"; per non aggiungere poi, quale sarà il finale.
Mi viene quasi da ridere.
Non proprio da ridere veramente, ma mettiamola così.
giovedì, 05 giugno 2008
Essere svegliata alle 2, 3, 4 di notte mi sta anche bene. Sono anche la prima a dirtelo.
... Se hai qualcosa da dirmi.
Ma...
Se devi svegliarmi da un sonno tranquillo solo per dirmi che avevo previsto bene la tua stanchezza al rientro, lascia stare.
Soprattutto se dopo, quella che passa una notte di emme sono io.
Che fino alle 5 non sono riuscita a chiudere occhio per più di una manciata di secondi.
Ma mi fa piacere che alla fine il tuo sia stato un sonno riposante. Davvero.
...
Ah, e "dopo" a quale delle prossime vite si riferisce?.
Poi dice una che diventa "nervosa".
giovedì, 29 maggio 2008
Solo tu...
Potevi chiamare poco fa.
Solo io, potevo risponderti, stranamente ancora sveglia.
... Nemmeno lo avessi saputo.
mercoledì, 28 maggio 2008
Ho voglia di sentirti.
Ho voglia di parlarti.
Ho voglia di dirti talmente tante cose... E poi altrettante ancora, e molte più.
Invece ci sono solo poche note nell' aria; io rimango in silenzio e lascio i discorsi a una canzone che fa battere il cuore.
Un pò come te.
A te che sei l'unica al mondo
l' unica ragione
per arrivare fino in fondo
ad ogni mio respiro
quando ti guardo
dopo un giorno pieno di parole
senza che tu mi dica niente
tutto si fa chiaro
A te che mi hai trovato
all' angolo coi pugni chiusi
con le mie spalle contro il muro
pronto a difendermi
con gli occhi bassi
stavo in fila
con i disillusi
tu mi hai raccolto
come un gatto
e mi hai portato con te
A te io canto una canzone
perchè non ho altro
niente di meglio da offrirti
di tutto quello che ho
Prendi il mio tempo
e la magia
che con un solo salto
ci fa volare dentro all'aria
come bollicine
A te che sei
semplicemente sei
sostanza dei giorni miei
sostanza dei sogni miei
A te che sei il mio grande amore
ed il mio amore grande
A te che hai preso la mia vita
e ne hai fatto molto di più
A te che hai dato senso al tempo
senza misurarlo
A te che sei il mio amore grande
ed il mio grande amore
A te che io
ti ho visto piangere nella mia mano
fragile che potevo ucciderti
stringendoti un pò
e poi ti ho visto
con la forza di un aeroplano
prendere in mano la tua vita
e trascinarla in salvo
A te che mi hai insegnato i sogni
e l' arte dell'avventura
A te che credi nel coraggio
e anche nella paura
A te che sei la miglior cosa
che mi sia successa
A te che cambi tutti i giorni
e resti sempre la stessa
A te che sei
semplicemente sei
sostanza dei giorni miei
sostanza dei sogni miei
A te che sei
essenzialmente sei
sostanza dei sogni miei
sostanza dei giorni miei
A te che non ti piaci mai
e sei una meraviglia
Le forze della natura si concentrano in te
che sei una roccia sei una pianta sei un uragano
sei l'orizzonte che mi accoglie quando mi allontano
A te che sei l'unica amica
che io posso avere
l' unico amore che vorrei
se io non ti avessi con me
A te che hai reso la mia vita
bella da morire
che riesci a render la fatica
un immenso piacere
A te che sei il mio grande amore
ed il mio amore grande
A te che hai preso la mia vita
e ne hai fatto molto di più
A te che hai dato senso al tempo
senza misurarlo
A te che sei il mio amore grande
ed il mio grande amore
A te che sei
semplicemente sei
sostanza dei giorni miei
sostanza dei sogni miei
A te che sei
semplicemente sei
compagna dei giorni miei
sostanza dei giorni miei.
Graffiato da
LadyAster | alle ore
18:59 |
commenti
domenica, 25 maggio 2008
Tu, al di sopra di tutto.
Per te stesso.
Non c' è nulla di male in questo, anzi.
Ma anche nelle piccole cose...
Adesso ho capito perchè talvolta ti sembro tanto speciale.
Probabilmente sbaglio io