venerdì, 19 giugno 2009
Fa caldo qui, allegerisco la pesantezza con il ventilatore fisso verso di me.
Ma non è uguale; lì, al mare, stavo decisamente meglio, anche se la sera quasi sentivo freddo.
Però respiravo.
Il cellulare non prendeva.
Non avevo il pc.
La tv trasmetteva più che altro televendite su canali che non ricordavo nemmeno esistessero.
Ho staccato il cervello.Non avevo nessuno che mi aspettava a casa.
Nessuna discussione in agguato dietro ogni porta. Non avevo nemmeno mal di testa...
L'unico problema era decidere solo dove andare la sera.
E un tetto di stelle sopra la testa, il rumore del mare in sottofondo, qualche battuta e solo il nostro respirare. Il cielo che sembrava il soffitto di una stanza immensa e quelle stelle così vicine... Il Gande Carro che si stagliava luminoso.
Sentire il vento sulla pelle, ma rimanere lì, perdendosi in quello spettacolo.
Trovarsi poi a ridere, leggendo fumetti, parlare e farsi domande.
Fermarsi a pensare, talvolta perchè, se e ma.
Ma respirare.
Rimontare in macchina e non aver voglia di tornare.
Ancora, ne voglio ancora.
domenica, 14 giugno 2009
Per quanto siano irrealizzabili, la gente ama i sogni.
Il sogno ci dà forza e ci tormenta, ci fa vivere e ci uccide.
E anche se ci abbandona, le sue ceneri rimangono sempre in fondo al cuore, fino alla morte.
Poi c'è chi si ci ritrova il cuore sotterrato, dalle ceneri.
sabato, 13 giugno 2009
E ritrovarti seduta alla finestra, a farti bella per qualcun altro, cercando di stendere il fondotinta con gli occhi gonfi di lascrime.
Tamponarli appena per non rovinare il trucco, alzare il volume delle casse e lasciare che la musica sovrasti i pensieri.
Devi fare in modo di non pensare.
Senza un programma prestabilito, decidere all'ultimo minuto, perdersi in chiacchiere, ridere per delle sciocchezze. Mandare giù alcol come acqua, andare in cerca di patatine fritte che c'era più ketchup che patatine.
Maledire le scarpe sbagliate, ma voler tornare a fare quattro salti.
Potersi prendere la libertà di toglierle in una macchina che non è la tua, con l'aria condizionata che ti solletica le piante. Ridere ancora.
Guidare scalza per arrivare poi a casa ed essere troppo stanca per ricomicniare a pensare.
Serviva un ricambio d'aria.
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LadyAster | alle ore
17:50 |
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martedì, 09 giugno 2009
Passavo sul blog della
ViolaScintilla, poco fa e vedevo che è in zona Porta Romana.
Ma io sto nome lo conosco... Ma io sto nome lo conosco...
Continuo a farmi i fatti suoi e tra i commenti in effetti il dubbio si dissolve come neve al sole.
E mi sembrava di conoscerla, a me!
Forse mi ci sono fermata solo una volta o più probabilemtne mai; ma ci passavo spesso davanti quella fermata... Così per scrupolo, e togliermi lo sfizio di vedere quanto a scolapasta è ridotta la mia memoria, mi faccio un giro su google maps.
Eh, me la ricordo bene quella tratta. Fino a qualche tempo fa conoscevo tutte le fermate a memoria.
Dal capolinea fino alla stazione, praticamente quasi tutta la linea.
... E un po' mi manca.
Graffiato da
LadyAster | alle ore
00:55 |
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giovedì, 04 giugno 2009
... Carina la storia di lui che rinuncia alle vacanze e si passa l'estate a casa per passare poi qualche giorno con lei.
Peccato succeda solo nei film.