sabato, 25 aprile 2009
Ci sono sere...
Che provi a cercare un pensiero, una parola da provare a dire.
Un frammento di ciò che ti martella il cervello.
Ma niente.
Le labbra impercettibilmente si muovono ma...
Lo sguardo rimane fisso, alzi la testa, poi la riabbassi. Guardi in basso.
Risvolti le maniche troppo lunghe della felpa, poi le sciogli e anzi le tiri fino a coprire le dita.
Forse respiri o te ne sei dimenticato, ma l'unica aria calda che senti passa per la bocca.
La testa scoppia, il volume della tv è troppo alto, ma se lo abbassi c'è troppo silenzio e allora lasci che un miscuglio di voci insensate continuino a recitare il loro copione....
Mentre acqua salata ti graffia il viso come la punta di un ago. Caldo.
Vorresti urlare, ma non hai un filo di voce e non riusciresti nemmeno a sussurrare.
Basta.
Chiudi gli occhi, ti concentri un attimo cercando di sentire il battere del cuore.
A volte pare voglia spaccarti la cassa toracica... A Volte invece pare non esserci nemmeno.
Vorresti spegnere tutto, mettere la testa sotto il cuscino e sperare passi in fretta.
Non ha importanza. Non ha mai importanza.
venerdì, 24 aprile 2009
Una volta, una che sia una, in cui le cose vanno come ci si era immaginato.
Non c'è.
Alla fine uno ci si abitua, dà una scrollata di spalle e se ne va a letto.
Che è meglio.
domenica, 19 aprile 2009
Piove...
Di quella pioggia che forma una patina in movimento davanti ogni cosa. Cade obliqua, pesante, fitta.
Si sentiva nell'aria, la respiravo già ieri sera.
E non mi ha trovata sorpresa stamattina quando, guardando tra le stecche della persiana non completamente chiusa, ho visto il cielo basso tinto di quel bianco sporco che amo tanto.
Inquietudine, abbracciata tutta la notte, girandomi da una parte all'altra senza trovar pace.
Piove...
Vorrei uscire, camminarci sotto.
Vorrei che una doccia bollente potesse cancellare questi brividi, questo sguardo fisso su niente, rilassare i muscoli dello stomaco e lavar via quest'amaro dalla bocca.
sabato, 18 aprile 2009
Se continuo così, finirò per diventare dipendente anche da questo liquore ci cioccolato.
Però me lo sono meritato, diciamocela tutta.
Avete presente un pesce nel deserto del Sahara? Ecco. Esattamente come ci si sente in un ambiente come la palestra, per dire.
Soprattutto se poi ti ritrovi ad essere l'unica pulzella del corso.
Ma il lato positivo c'è, e ne prendo atto mentre la cioccolata mi scivola lungo la gola; il senso di competitività che sviluppa un ambiente del genere non può che essermi di aiuto... Sempre se non voglio passare per la principessina di turno.
E questo, non è nel mio stile.
Adesso devo "solo" fare un po' di fiato.
... Di certo non guardando Alien VS Predator; quello il fiato te lo strozza direttamente.
venerdì, 17 aprile 2009
Me sto qui, guardo la tv e sorseggio la mia tisana calda seduta sul letto.
Le gambe icrociate una sull'altra, sento i muscoli tirare ed è un piacere.
Sarebbe bello se la dolcezza del miele potesse scioglierli, sentir fruire lo stesso calore non solo lungo la gola, ma in tutto il corpo. Sollievo.
Dovrei rifare il letto, guardo il cuscino da spiumacciare.
Stanotte era una di quelle notti... Rare... Dove nonostante la stanchezza il sonno rimane distante.
Allora me ne sto lì, sotto le coperte; ho preso l'abitudine ad abbracciare un cuscino la notte... Quanto sarebbe bello se invece ci fossi tu. Girata su un fianco, con una gamba tesa e l'altra piegata, una mano sotto la guancia, l'altra intorno al cuscino... La tua vita.
Chiudo gli occhi. Non ho sonno, ma sto così bene... Mi rilasso.
Circondata dal silenzio della casa addormentata... Accenderei il pc, o mi metterei a leggere o scrivere, ma... E' così dolce il tepore delle coperte.
Sprofondo nel cuscino, tiro ancora su le coperte e mi perdo, tra le braccia di Morfeo.
mercoledì, 15 aprile 2009
No, ma parliamone...
Come potevo anche solo ipotizzare di pensare di ricominciare a fare sport dall'oggi al domani, in maniera decente e dopo anni e anni e anni della più pura e completa inattività?
Non lo pensavo infatti, ma nemmeno minimamente.
Ma ero piena di belle speranze.
Speranze deluse dai primi... Dieci? A dir tanto, minuti di riscaldamento.
Già rossa peperone e con il fiatone continuavo a obbligare il mio povero corpo indifeso a fare cose che non faceva dall'alba dei tempi. Il cuore è impazzito e a un certo punto anche lo stomaco ha dato segni di cedimento.
Se volevo rimanere viva era il caso che uscissi di lì.
Ci ho messo qualcosa come dieci minuti a riprendermi dal giramento di testa, un po' più dalla nausea; poi la doccia bollente m'ha rimesso al mondo.
Ora me ne sto qui, dopo una cena troppo leggera, i muscoli che già preannunciano che risveglio mi aspetta domattina, sorseggiando il mio bicchierino di liquore di cioccolata fatto in casa in attesa che si raffreddi un po' la tisana sul comodino.
Però devo dire che... Non è poi così male.
Che faccio, ci torno?
giovedì, 09 aprile 2009
Ti vanno due spaghetti da me?
...
Ho solo questi, e una scatola di pelati.
Ci arrangiamo, risponde lei. Hai il vino?
"Sai, questa è la prima sera che passo tranquillo dopo tanto tempo, magari stanotte riesco anche a dormire."
La prossima volta però ci organizziamo meglio per la cena.
Promesso, le dice.
Ma io mi chiedo: quando hai accanto la persona che ti piace, un piatto di spaghetti davanti e un bicchiere di buon vino che l'accompagna ... Ma che puoi volere di più?
Anche senza spaghetti e vino, basta anche un toast, dico io.
Anche se con gli spaghetti è meglio.
domenica, 05 aprile 2009
Avevo voglia di gelato ieri sera. Erano le 22. Ero disposta a rivestirmi e rimontare l'impalcatura cosmetica da capo.
E l'avrei anche fatto.
Se avessi avuto una sola anima che non fosse già uscita a quell'ora.
O te ad una ragionevole distanza, diciamo.... Azzerabile in mezz'ora di macchina.
Alla fine, ho festeggiato la serata davanti al monitor, con il telefono in mano.
Meglio di niente...
,,, Magari domani.