sabato, 26 luglio 2008
A...
Le tante parole, e i lunghi silenzi.
Alle tante paure, e le poche certezze.
... E a tutto il resto.
Avere vent' anni, non è mica facile
ci vuole una vita per imparare
Ci vogliono giorni passati a combattere
e lunghissime notti per recuperare
ci vuole una testa di legno, perchè inciampare è più facile
ed un cuore di stagno da rimodellare
Ci vogliono sogni più duri di un'incudine
perchè la solitudine li può schiacciare
Al fratello che non ho
potrei spiegare mille trucchi per soffrire meno
Il fratello che non ho
almeno non farebbe come me
Chissà se anche mio padre mi vedeva così
perso in inutili battaglie con nemici invisibili
e se capiva e non poteva dirmi
"vivile almeno tu, queste angoscie magiche che non tornano più"
ma dico:
avere vent' anni non sarà mica semplice
Ci sono troppi minuti da non sprecare
Ci sono certezze di burro che resistono ai secoli
e tanti dubbi di marmo da sgretolare
Al fratello che non ho
potrei spiegare mille trucchi per soffrire meno
Il fratello che non ho
almeno non farebbe come me.
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LadyAster | alle ore
22:54 |
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martedì, 22 luglio 2008
Ci sono sere che mi si spezza il respiro, mi si stringe lo stomaco, e quasi mi sembra mi stiano strappando il cuore.
Sere che non riesco nemmeno a pensare.
Ci sono sere che mi chiedo perchè, dannazione.
E sere in cui mi appoggio sul letto, guardo un film, e un pò sto meglio, quando respiro una zaffata di quel profumo.
Ci sono sere che ripenso a quel "Ma come si fa, come... A dire non ce la faccio più", e nonostante tutto non riesco a non essere ottimista.
Perchè "non si fa" e "non si dice"; e allora mi accorgo che è vero, in fondo, che stiamo già vincendo noi.
Ci sono sere, e notti, e giorni, che però so che ne vale la pena.
lunedì, 14 luglio 2008
E' quasi l' alba, la notte non è più così nera.
Muta il colore del cielo, che quasi timidamente cambia d' impercettibili sfumature sempre più chiare.
Intorno il silenzio, e nell' aria... Profumo di mora.
domenica, 13 luglio 2008
Continuo a bere acqua ghiacciata e la sete non se ne va.
Attaccata alla finestra, ho quest' aria fredda che mi stuzzica le spalle, ma paradossalmente non spengo il ventilatore che continua a girare la testa da una parte all' altra della stanza.
E già so che lo lascerò acceso fino a domattina ma dormirò avvolta nelle lenzuola.
Sette minuti spaccati d' orologio, ed ero a casa; quando all' andata ce ne impiego minimo il doppio.
Sette minuti di assoluto silenzio, di strade completamente vuote e libere, non fosse per qualche bell' esemplare che i semafori rossi e gli stop non sa nemmeno cosa siano, di soffusa e dolce luce gialla dai lampioni sul marciapiede, di una radio a volume sopra i limiti accettabili, e per una volta ci si può anche passare sopra.
Il prototipo quasi perfetto della serata giusta per un giro notturno, per godersi sta città che di notte la riconosci a stento.
Il prototipo perfetto della notte di coccole e poesie.
Di quelle notti che fanno bene all' anima.
Graffiato da
LadyAster | alle ore
04:31 |
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